Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Sarzana

Cerca

Vai ai contenuti

la storia di Paolo

testimonianze

TESTIMONIANZA DI FEDE
di Paolo

Desidero, dal profondo del cuore, ringraziare Dio per l'opportunità concessami di condividere con Voi che ascoltate la mia testimonianza.


Mi chiamo Paolo e sono nato nel 1963.
Provengo da una famiglia di religione Cattolica Romana. E sin da bambino ho creduto nel esistenza di Dio.

Voglio iniziare il mio breve racconto con il ricordo che ho da bambino e che a distanza di tanti anni può apparire banale, se non ridicolo ma che ha ancheinfluito, sin da allora a incamminarmi su una strada tendenzialmente opposta al volere del Signore. E il ricordo di quelle domeniche, tutte le domeniche nelle quali mio Papa mi portava in chiesa ed ero costretto ad indossare per l’ occasione un completino, giacca blu con bottoni in ottone, camicia bianca con farfallina a carrè scozzese e quei orribili pantaloni di stoffa grigia, che pizzicavano sulla pelle. Non vedevo l’ora che finisse la messa per tornarmene a casa e togliermi quella roba di dosso. Definitivamente non amavo quel giorno della settimana.
Diventai più grandicello e continuai ad andare a messa, meno frequentemente è vero, ma in tenuta decisamente più comoda e dovetti constatare che, mentre da bambino, non prestavo attenzione alle parole del parroco, poi che impegnato a grattarmi in continuazione a causa di quei “benedetti” pantaloni grigi, ora le udivo si, ma non mi penetravano, non riuscivo a scoprire in esse un significato, qualcosa da relazionare alla mia vita quotidiana ( non ci azzeccavo niente, per dirla in modo comprensivo).

E cosi successe che il mio già tiepido interesse per la religione, le questioni spirituali e in particolar modo l’interesse per la chiesa e le messe domenicali si affievolì del tutto.
Continuavo a credere nel esistenza di Dio, ma lo spazio che Gli donavo nella mia vita, si limitava a quei momenti in cui mi rivolgevo a Lui nella necessità, in modo egoistico, senza Grazia ne conoscenza e quindi senza vera Fede nella Sua onnipotenza. Anzi, direi pure che si limitava a quei momenti infinitamente più preziosi, nei quali solo mia Madre pregava per me.
Ero diventato un ragazzo che viveva la vita in modo al quanto spensierato, allegro, un ragazzo dalla battutina facile, superficiale ed incline ad assaporare ogni frutto dolce che la vita o meglio il mondo gli offriva senza porsi troppe domande. Voltando le spalle al Signore.

E a questo punto vorrei aggiungere, per i più giovani che mi ascoltano che la fattura per quei “frutti dolci” consumati mi fu presentata nel corso degli’ anni successivi, e non solo, ho pagato anche gli “assaggini” alla cui tentazione non ho saputo resistere nel corso degli anni.

Ma il nostro Dio è uno tosto, non si arrende facilmente e cosi mi portò da una Famiglia di credenti, Marito e Moglie, lui italiano, lei svizzera entrambi Battisti. Lei era un insegnante e mi supportava nei miei studi.
Li scopri una realtà a me completamente sconosciuta fino allora. Ho visto vivere la Fede. Mi era capitato di trovarmi da loro a pranzo, si pregava prima di toccare cibo..loro pregavano, io ascoltavo. Leggevano la Bibbia, cantavano e lodavano il Signore e discutevano con i testimoni di Geova. Armando, cosi si chiamava il Marito mi disse che generalmente i testimoni di Geova evitavano la loro casa. Il mio interesse era stuzzicato. Non avevo mai appreso a lodare il Signore, neppure a scuola, nell’ora di religione. Eravamo giovani, pieni di energia e tutto al più si “esultava”.…. dalla gioia ovviamente e il nostro Parroco, Monsieur Boiteux, pace al anima sua, con altrettanta gioia, ci riportava alla calma prendendoci per un orecchio dandogli mezzo giro di vite…. Appresi pero che Simon Pietro nel giardino Getsemani, non sarebbe mai e poi mai riuscito a staccare l’ orecchio destro di Malco a mani nude. Ci voleva la spada. Comunque sia…

Era il natale del 1985 e questi cari fratelli mi regalarono una Bibbia. Non l’ ho mai aperta, se non per leggere la loro dedica.

Tuttavia questa fu un’ esperienza significativa nella mia vita perchè suscitò in me una certa curiosità nei confronti di questo modo di vivere la Fede, a me sconosciuto e lontano anni luce dalle esperienze fatte finora. E cosi scopri che un mio amico, di nome Sandro, era credente un Pentecostale. Lo accompagnai alcune volte al culto domenicale che si celebrava in una vecchia fabbrica ristrutturata a modo, cerano centinaia di persone, di tutte le razze, tre mega schermi, una band musicale con coro, un impianto sonoro da fare spavento, cuffie per le traduzioni simultanee in diverse lingue, bancarelle con libri, magliette, bevande e torte e una “lounge” dove evangelizzare. ”Fantastico” mi dissi, questi si che “sballano”, sembrava di andare ad un concerto Rock. Era cosi tutte le domeniche. Cosi un giorno, anzi una sera Sandro mi spinse ad accettare il Signore come mio unico Salvatore. Non ne ero veramente convinto, come dire, riluttante e un po’ timoroso. Comunque lo accontentai e pregammo insieme.
E devo dire che la mia Vita cambio subito…. in peggio. Quella notte stessa ebbi un esperienza, che a dir poco mi turbò molto, tanto, da decidere il giorno successivo, che non volevo saperne più niente, ne di Cristo ne di Satana e di confidare solo in me stesso. E cosi fu. Non ostante ciò il Signore mi ha benedetto con una figlia che oggi ha 21 anni, (LODE AL SIGNORE).
Ma la vita senza Dio fece di me un uomo dai costumi dissoluti. Iniziò il mio degrado, sia nei rapporti interpersonali e sociali sul lavoro. Un degrado lento ma costante e il mio cammino si prospetto pieno di ostacoli.
Attraversai un lungo periodo, molto ma molto buio e sofferto di forte esaurimento, fisico e mentale prima di rientrare in Italia. Ho dovuto operarmi un tumore, sono passato per la depressione, la droga, l’alcool, la separazione, un lungo intervento alla colonna vertebrale e al anca una ferita al ginocchio.
Persi il lavoro e mi ritrovai a fare da autista e guardaspalle ad uno spacciatore di cocaina ben organizzato. Quella persona mi chiamò una mattina per un incarico da svolgere in tarda serata. Non potevo accettare quel incarico cosi ci andò un altro al posto mio, un turco che conoscevo bene...una persona molto aggressiva. Il motivo del impedimento era che quel giorno mia moglie e mia figlia partivano cosi io le accompagnai al aeroporto. Restai con loro fino alla partenza del volo.
Appresi qualche settimana più tardi che ci fu una retata della Polizia proprio a quella consegna alla quale avrei dovuto esserci io. Furono sequestrati pressoché 3 kg di cocaina e arrestati tutti i partecipanti.
Ohh Il Signore mi aveva salvato dalla galera, e da morte sicura, più di una volta.
Ma io continuai imperterrito sul mio cammino. Ero esaurito, quell’allegria di una volta era svanita, oramai non mi apparteneva più. Pensavo che non ci fosse più nulla nella mia quotidianità, capace a strapparmi anche solo un sorriso.
Dormivo poco, anzi pochissimo …… e se c’è qualcuno che ora si aspetta di sentirsi dire che mangiavo poco, anzi pochissimo, si sbaglia, tanto, anzi…(lasciamo perdere, non fa ridere). Trovavo sempre un occasione o meglio una scusa per bere una Birra e inghiottire qualche schifezza molto grassa o dolce. Mangiare e bere, sembravano essere le uniche cose che ancora riuscivano a rallegrarmi. Compresi che mia figlia e la mia ex-moglie soffrivano parecchio a vedermi cosi, ma non avevo la forza di reagire.
Finchè un giorno, finalmente (chi sa per quale motivo ???) iniziai a pensare che le cose non stavano andando esattamente come me le immaginavo io. Avevo bisogno di aiuto, ma sinceramente provavo vergogna a rivolgermi a Dio. Cosi sperimentai la meditazione Indiana e poi anche quella Tibetana senza ricavarne pero un vantaggio nella vita o un vero conforto.
Rientrai in Italia, una decisione molto sofferta, a causa della lontananza da mia figlia . Ma speravo di trovare quel “pizzico” di serenità che mi mancava e fare ordine nella mia Vita, aprendo un attività insieme a mia sorella e navigando in acque più calme.
E cosi, all’età di 43 anni iniziai a scrivere un nuovo capitolo della mia vita. Le circostanze mi erano propizie, la giornata molto calma e io mi fratturai subito il trochite della spalla sinistra in un incidente. Era l’inizio di un susseguirsi di eventi sgradevoli; problemi con mio cognato, un aggressione subita, denunce, processi, una relazione tribolata, problemi alla gamba a causa di un ernia al disco, operata appena qualche mese fa, e un attività che non rendeva più.
No, non ero disperato a causa di queste circostanze, mi sentivo più tosto deluso e parecchio amareggiato, per non dir altro.
Mi sentivo esausto e iniziai a provare un grande vuoto dentro di me. Cosi un giorno, anzi una sera nella mia più assoluta impotenza dinanzi a questo vortice di avvenimenti in cui ero cascato, sdraiato nel letto mi scappò un “Dio che devo fare” ? Sperando, magari di udire quella voce che parlava anche a Don Camillo. Sapete quei film di don Camillo e Peppone? Naturalmente non udii nulla, ma il mio sguardo si posò su un libretto rosso che era li, sul mio scaffale, e si trovava li sicuramente da tempo. Pero non lo avevo mai notato consciamente.
Mi alzai e presi in mano quel Libro, era la Bibbia che mi regalarono nel 1985. (Il Signore benedica Armando e Claire Tiso- Vonwiller).
Mi resi conto in quel’ istante che il Signore mi aveva ascoltato, non è mai stato lontano da me, neanche in quei momenti della mia vita nei quali non solo non lo conoscevo, ma anche vivevo disprezzando la sua volontà. Egli ha avuto tanta pazienza, con me, e il suo infinito amore mi ha concesso il tempo necessario a farmi comprendere la mia disperata condizione di peccatore, e a mostrarmi l’unica via per ricevere la sua grazia e il suo perdono.

Gloria a Dio nostro Signore.

Profonda gratitudine e amore mi lega ai miei fratelli e alle mie sorelle della Chiesa Evangelica Battista di Sarzana, che con tanto amore e affetto mi hanno accolto in mezzo a loro. Che Dio li benedica tutti.

Paolo











Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu